
La Piana di Capo d'Orlando come anche quella che si estende attorno a Milazzo, da Oliveri fino a Villafranca, non esisteva nell'antichità greco-romana ed il mare batteva alle falde dei monti. La stessa contrada dove oggi sorge Capo d'Orlando, detta Muscale, da «mascale» significa baia protetta da un promontorio.
Doveva essere una bella costa e forse, come in seguito cercherò di dimostrare, parte della Calé acté di Ducezio che vi fonderà Calàcte. Oggi corre voce che le contrade più antiche di Capo d'Orlando sono la Ronca e Malvicino, ma è certo che il nostro bel promontorio non dovette sfuggire all'attenzione dei Romani intesi a garantire la libertà dei mari, per istituirvi almeno una specula: il consistente agglomerato di calcestruzzo che ancora oggi si vede ai margini del sagrato della chiesa in cima al monte forse ne è una testimonianza. Anche alle falde del monte, fin sotto lo Spuntone, i continui reperti di ceramiche e di consistenti fabbriche, che spesso sono affiorate durante scavi fortuiti, ci dimostrano la presenza specialmente dei Greci che ivi si insediarono, attratti dalla facilità di approdo sia ad oriente che ad occidente del promontorio, formandovi un emporio commerciale.
Poi, fino alla contrada Sangari e la Ronca non trovo toponimi che facciano sospettare la presenza di antichi insediamenti. La Pietra Longa, dopo la contrada Forno, mi fa pensare ad uno scoglio, ora interrato, in una insenatura del mare. Sangari, la contrada dove le falde del monte scendono in dolce declivio, penso che significhi «terra di pescatori» e la chiesa della Ronca poco oltre sia la chiesa dei marinai. Il prime toponimo deriverebbe da «saghenéis, pescatori con la rete» ed il secondo dalla radice «rog» che da l'idea della rottura. Con una inserzione nasale, come nel latino frango, si ha «Ronca», così alle porte della vecchia Messina, per lo stesso motivo abbiamo la chiesa del Ringo.
Penso che i pescatori, come gente di mare più aperti al progresso, furono i primi ad accogliere la parola di Cristo e si costruirono sulla spiaggia presso la battigia dove il mare si infrangeva contro la scogliera, la loro chiesa che ancora gode fama di essere la chiesa più antica di Capo d'Orlando, dove, per dire ad una persona che è molto avanzata negli anni, si dice che è più vecchia della chiesa della Ronca. Il casaleno invaso dai rovi, esisteva fino a qualche anno addietro (parlo degli anni settanta); ora è scomparso sotto una nuova costruzione alla curva della Consolare dopo il pino di Trassari.
Continuando per la Consolare si giunge a Malvicino, anticamente terra poi castello vicino al mare. Un po’ sotto la chiesa di S. Giuseppe c’è Mutaddica, che, dalla radice «mad», significa terra paludosa.
Andando oltre troviamo Piscittina, terra da pascolo; ed infine il poggio del «Mocco» sulla destra del fiume Zappulla allo sbocco nella pianura, sul quale bisognerà fare un più lungo discorso.
V. Sardo Infirri
da "Pro Loco Informazioni", luglio-agosto 1981, Anno II n. 7-8
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