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   lunedì 19 luglio 2004

Commissione Edilizia:
oltre l’obbligo di legge, un’opportunità
   
da Arch. Salvatore Sidoti Migliore

Non è certo mia intenzione svolgere una disamina delle varie posizioni politiche che, nel Consiglio Comunale del 25 giugno u.s., hanno portato ad “accantonare” il ripristino della Commissione Edilizia; tuttavia, come cittadino-architetto che viene a conoscenza delle valutazioni e dell’orientamento prevalente su tale argomento da parte dell’attuale classe politica del paese, alcune considerazioni le voglio esprimere, in attesa che il Sindaco e l’Ass. all’Urbanistica riprendano il punto in questione, giacché inserito fra gli impegni nella Relazione Previsionale e Programmatica 2004/2006.

Intanto la cornice di “opzionalità” in cui è stata proposta al Consiglio Comunale la reintroduzione della Commissione Edilizia, appare già di per sé fortemente “illusoria” se non fuorviante, in quanto una circolare dell’Ass. Reg. Enti Locali – la n. 2 del 13 aprile 2001 – richiamando fra l’altro un parere dell'Ufficio Legislativo e Legale della Presidenza della Regione, aveva già escluso tale opzionalità, dichiarando la non applicabilità in ambito regionale dell’art. 96 del D.L. n. 267/2000.
Nella succitata circolare si legge infatti:
“… si evidenzia che la soppressione degli organi collegiali prevista dall'art. 41, comma 1, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e riprodotta nell'art. 96 del decreto legislativo n. 267/2000, non trova applicazione in Sicilia. Si richiama in merito parere espresso dall'Ufficio Legislativo e Legale della Presidenza della Regione, menzionato in detta circolare.
Invero, gli enti locali nell'ambito della propria autonomia, possono discrezionalmente effettuare l'individuazione degli organi collegiali indispensabili previste da norme statutarie o regolamentari, seguendo analoghe procedure (in relazione a soppressioni di organismi non utili) per non incorrere nella nullità degli atti secondo l'art. 188 dell'O.R.E.L., ma tale individuazione (e conseguente soppressione) trova il limite, in base ai principi generali sulla gerarchia delle fonti, di legge speciale relativa agli organi collegiali, per altro esplicazione di competenza legislativa esclusiva. Il riferimento particolare è alle commissioni comunali edilizie e di commercio. …

D’altra parte rammento che anche l’Ordine degli Architetti di Messina aveva segnalato di recente l’impropria abolizione della Commissione Edilizia Comunale, e ne aveva chiesto la doverosa reintroduzione, esponendo gli opportuni riferimenti legislativi, amministrativi e dottrinali. Uguali esigenze e considerazioni erano state già sottoposte agli organi amministrativi comunali da parte dell’U.T.C., con note documentate a firma dell’Arch. Mario Sidoti Migliore.

Le domande di semplice buon senso sono:

  • può un Consiglio Comunale essere chiamato a decidere sul ripristino o meno di un organo collegiale, allorquando vi siano pareri e circolari già puntualmente emanati da parte di altri organi superiori, i quali ne escludono l’opzionalità?
  • può un Consiglio Comunale ignorare del tutto nel dibattito, non soltanto le argomentazioni di merito di tali pronunciamenti superiori, ma fin anche la loro stessa esistenza?
  • ed ancora, in tale quadro, può decidere diversamente senza neanche un minimo riferimento ad altro autorevole parere?

Così è stato! Unica obiezione da parte di tre consiglieri della maggioranza, di cui due per altro - viste le alleanze strette successivamente - non sappiamo ancora se nei giorni seguenti si siano convinti del contrario, o abbiano convinto altri che avevano espresso diverso parere!

Ad ogni modo, non voglio soffermarmi più di tanto sulla questione della obbligatorietà di legge della Commissione Edilizia, quanto invece sul piano dell’opportunità che andrebbe colta per lo sviluppo di una precisa politica urbanistica, di promozione e controllo della qualità urbana sul territorio.
Questo è in fondo l’aspetto più rilevante, e sul quale una classe politica accorta ed illuminata dovrebbe impegnarsi, spendersi e puntare maggiormente.

Sarà pur vero che in passato – non lo affermo io, ma gli attuali Consiglieri Comunali e lo stesso Sindaco lo hanno candidamente dichiarato - la Commissione Edilizia è stata quasi sempre, un centro di gestione di interessi altri rispetto ai propri fini istituzionali, e questo – commenta il buon cittadino - doveva e deve essere assolutamente evitato! Ma qui la responsabilità è quasi tutta, e di sicuro principalmente, della classe politica: sia nella scelta dei componenti, sia negli atteggiamenti di tolleranza di fronte al manifestarsi di forzature e/o distorsioni in seno all’operato della commissione, sia nell’omissione di regole precise di funzionamento, di obiettivi da raggiungere, di azioni di monitoraggio dell’attività svolta.

In effetti la finalità fondante che legittima l’istituzione della Commissione Edilizia, nel quadro di una sana azione amministrativa delle trasformazioni urbane e territoriali, è quella “di far emergere - nel contesto degli interessi in gioco - anche l'interesse pubblico alla qualità architettonica, ora negletto”. (P. Mantini)

Alla Commissione Edilizia va restituita pertanto “dignità tecnica, anziché di collegio virtuale rappresentativo di interessi” (P. Mantini), e questa è responsabilità anzitutto della classe politica – e più ancora del Sindaco - che ha potere di nomina dei componenti, di indirizzo degli atti e di controllo del funzionamento.

In secondo luogo, la sua attività deve tendere a creare un contesto più favorevole alla qualità del disegno urbano, e non limitarsi ad un ruolo di esclusivo controllo dell’osservanza di prescrizioni tecniche e quantitative.
A questo basterebbe in effetti, il lavoro e l’esame dei funzionari dell’Ufficio Tecnico.

Alla stregua delle positive esperienze statunitensi dei Design Review Boards – ormai più che trentennali – la Commissione Edilizia dovrebbe quindi assumere sempre più una funzione propositiva, di guida e di sostegno della qualità urbana e dell’integrazione armonica degli interventi nel quadro territoriale; tra i suoi compiti da rafforzare e promuovere, ad esempio, possiamo elencare:

  • interpretazioni normative (atti di indirizzo)
  • criteri generali cui i progetti dovranno attenersi
  • consulenza e indirizzo dei progettisti in fase iniziale
  • consulenza ed indirizzo per la pianificazione urbanistica territoriale di vario livello

ed ancora, con espresso riferimento a parti determinate del tessuto urbano:

  • produzione di linee-guida
  • repertori delle tipologie costruttive e dei tipi edilizi
  • direttive per requisiti estetici e di qualità ambientale
  • indicazioni per piani di settore (pedonabilità, ciclabilità, colore, materiali, alberature ecc.)

La Commissione Edilizia è il luogo più adatto inoltre, per essere “… sede di incontro tra competenze professionali pubbliche e private, funzionali a particolari valori da tutelare o sviluppare. Quest’ultimi potrebbero essere individuati nella qualità della stessa regolamentazione (studio e proposte di aggiornamento delle normative e dei piani comunali) oppure nell’esame della qualità progettuale e architettonica, in un contesto non autoritativo…” (C. Silvestro)

Si tratta pertanto di un compito in larga parte inedito, ma importantissimo per la città, che può esplicitarsi sinteticamente nella elaborazione di prescrizioni e indicazioni “di carattere direttivo e non vincolanti in via generale, in grado di guidare e orientare la qualità delle scelte progettuali, senza mortificare la libertà e la creatività”. (P. Mantini)

E’ un progetto ambizioso? Una scommessa?
Se volete! Ma è soprattutto una possibilità che una classe politica - che voglia dirsi vigile, accorta e saldamente legata alla sua terra - non dovrebbe negare al futuro della propria città.
 

Autori citati:

Pierluigi Mantini, professore di diritto amministrativo e responsabile della Sezione Scienze Giuridiche nel Politecnico di Milano, giornalista-pubblicista e direttore di collane scientifiche

Ciro Silvestro, viceprefetto aggiunto, è in servizio presso l'Ufficio di Gabinetto del Ministero dell'interno, dove cura tematiche inerenti l'innovazione amministrativa. Ha all'attivo numerose pubblicazioni scientifiche in materia di diritto amministrativo.
Fa parte del comitato esecutivo di redazione della rivista "Itinerari interni", quadrimestrale d'informazione del Ministero dell'Interno.



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