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Anche per il fabbisogno di edilizia stagionale si rimanda alla Relazione sul fabbisogno decennale per la quantificazione delle aree da assoggettare a prescrizioni esecutive, allegata alla delibera commissariale n. 2/97, nonché alla lettura del paragrafo 3.4 Le attività turistiche, pag. 34 e segg., dello studio sulle Analisi e indicazioni sulle tendenze in atto nella società e nell’economia locale, redatto dal gruppo di lavoro coordinato dal Prof. Ing. Roberto Garavini, nel 1997, su incarico dell’Amministrazione comunale, per come ricordato in premessa.
Dallo studio conseguente all’analisi dei dati relativi al settore produttivo legato all’attività turistico-ricettiva ed all’edilizia stagionale, è emerso con grande evidenza la vocazione del territorio orlandino ad assolvere un ruolo strategico nella promozione e valorizzazione dell’offerta turistica, e non solo stagionale, legandola al turismo della terza età (centri di soggiorno, cura e riposo), a quello del mondo giovanile (stages di formazione scolastica e professionale), a quello congressuale e culturale, e proiettandola nel Comprensorio nebroideo ove sempre più forte sarà l’attrazione del Parco con le sue risorse naturalistiche.
Maggiore impulso al settore verrà dalla realizzazione dell’attuale bacino portuale, il cui studio di fattibilità - recentemente, proprio nei primi mesi del 1999 - è stato ammesso a finanziamento dalla Regione utilizzando gli appositi fondi comunitari.
In tale quadro di prospettive, partendo dal dato censuario (ISTAT 1991) che pone Capo d’Orlando, con le sue 945 abitazioni utilizzate per vacanza, al secondo posto tra i paesi che si incorniciano tra i Nebrodi ed il litorale tirrenico occidentale della provincia di Messina, compreso tra Capo Calavà e Tusa, si è ritenuto utile e necessario avviare un processo di riconversione della ricettività turistico-ricettiva, spostandone le linee di sviluppo verso forme gestionali a carattere imprenditoriale che mirino alla qualità dell’offerta e dei servizi ed all’incremento di occupazione altamente professionale.
Ciò, evidentemente, nel tentativo di scoraggiare l’attuale utilizzazione dell’affitto di camere ed appartamenti, nel solo periodo balneare, privi spesso delle più elementari norme igienico-sanitarie, dovute al sovraffollamento e/o alla mancanza dei servizi in camera, e nel tentativo di rimettere sul mercato immobiliare una aliquota non indifferente di abitazioni per assolvere all’effetivo uso per le quali sono state realizzate, vale a dire quello residenziale.
Conseguentemente, oltre che porsi l’obiettivo di incrementare nel primo decennio di validità del Piano il numero di posti letto attuali (n. 803 in albergo e n. 352 in camping, ai quali si aggiungono 5.473 unità in ville e case stagionali) di altri 2.500 nuove unità (di cui 1.750 in alberghi e n. 750 in altri complessi ricettivi quali l’agriturismo, la multiproprietà ecc.), che dovranno attuarsi con le Prescrizioni Esecutive che accompagnano il Piano (vedi la delibera commissariale n. 2/97), si è venuti nella determinazione di confermare, in termini di superficie, molte delle aree S01 e T01, pur variandone il perimetro rispetto alle previsioni del precedente PRG per rispettare le norme del regime vincolistico, ed al tempo stesso si è scelto di suggerire l’utilizzazione al fine ricettivo di alcuni importanti testimonianze storico-architettoniche presenti sulle colline di S.Gregorio-Bagnoli, nel tentativo di attrarre un turismo di èlite che certamente offrirebbe un ritorno d’immagine positivo per l’intero territorio e per l’economia locale. Nella prospettiva ventennale, si sono anche indicate altre nuove aree per ricettività alberghiera nella piana, a margine della via Consolare Antica.
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