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Più volte nel corso dell’iter formativo del nuovo PRG, e da più parti, si è sottolineata l’attuale carenza di aree per servizi ed attrezzature pubbliche disponibili nel precedente strumento urbanistico (vedasi Relazione per la formulazione delle Direttive Generali redatta dall’UTC, il contenuto delle stesse Direttive Generali approvate dal Consiglio Comunale con delibera n. 145 del 16.12.94, quello della Relazione generale che ha accompagnato lo schema di massima ecc.). Tale carenza è stata testimoniata, nel corso degli anni susseguenti all’approvazione del suddetto PRG, dai numerosi ricorsi all’adozione di varianti urbanistiche finalizzate al recupero delle aree necessarie a garantire i servizi essenziali alla popolazione insediata nel territorio comunale. Le suddette varianti hanno interessato sia le attrezzature normate di quartiere (religiose e culturali), che quelle d’interesse generale (istruzione superiore), nonché quelle collettive non normate (porto, cimitero, palacongressi).
A tale quadro d’interventi, spesso sfilacciati dai contesti urbani e/o territoriali ove venivano fatti ricadere secondo l’urgenza del momento (il più delle volte dettata dalla promessa di un finanziamento), si è lavorato al fine di riequilibrare, a scala territoriale, e di razionalizzare la loro localizzazione.
Poiché la ridefinizione, il riordino e la riqualificazione, sia formale che funzionale, dell’abitare un luogo passa attraverso il recupero e l’offerta dei necessari servizi ed attrezzature di supporto alle attività residenziali, produttive e della mobilità, si è ritenuto giusto puntare a moltiplicare gli interventi in questo settore mirando, specialmente, alla ricerca di spazi per attività sociali, integrandoli con le risorse della natura, della produzione e della cultura.
Conseguentemente, anche al fine di soddisfare la domanda di attrezzature derivante dalla numerosa popolazione stagionale che invade il territorio triplicando la popolazione residente nel periodo estivo, si è ritenuto valido - per come condiviso dal Commissario ad acta con la già citata delibera n. 2/97 di quantificazione dei fabbisogni decennali - stimare in ca. 500.000 mq. le aree necessarie al soddisfacimento delle attrezzature di quartiere normate dal D.M. 1444/68, ed altrettante quelle d’interesse generale. Il suddetto conteggio viene evidenziato nell’allegato prospetto Verifica Standards Urbanistici.
Alcune aree per servizi - all’interno dell’area strutturante (AS 1) - sono oggetto di prescrizione esecutiva (PE 2), giusto delibera commissariale n. 2/97.
Deve rilevarsi che tutte le superifici quantificate per coprire il fabbisogno degli standards superano, come anzidetto, di gran lunga i minimi prescritti, ad eccezione di quelle destinate all’istruzione. Questo dato nasconde però le aree a ciò destinate nella suddetta prescrizione esecutiva (PE 2), e la difficoltà di spostare in altri siti le attuali sedi scolastiche, per le quali - ove possibile - si è ipotizzato l’ampliamento dell’area esistente al fine di consentire la costruzione di ampliamenti per ospitare moderni laboratori, mense e locali ginnico-sportivi. Di contro, qualora l’Amministrazione comunale - nel rispetto delle competenze attribuite ai propri Organi deliberanti - decidesse per una diversa localizzazione di alcune sedi scolastiche d’istruzione obbligatoria, questo strumento urbanistico offre alcune possibilità per valutare ciò indicando, tra le attrezzature non normate, delle aree idonee quali quelle destinate a Varie e d’interesse collettivo e quelle a Centro polifunzionale.
Infine, il rispetto alle Direttive Generali emanate dal Consiglio Comunale di dotare tutte le frazioni, anche i nuclei abitati più modesti, presenti sul territorio dei necessari servizi di quartiere (socio-assistenziali, per lo sport ed il tempo libero, religiosi ecc.) e d’interesse generale (parchi), si è voluto adempiere anche perché si condividono pienamente le motivazioni di fondo che mirano alla riqualificazione dei tessuti edificati ed alla promozione della ripresa delle interrelazioni sociali di buon vicinato.
Per le suddette argomentazioni, si ritiene pienamente giustificabile la maggiore quantificazione delle superfici individuate nel nuovo PRG per soddisfare gli standards di legge, non ritenendo utile - al tempo stesso - il rinvio a successivi piani esecutivi per quanto concerne le urbanizzazioni secondarie.
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