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Sono passati quasi tre anni da quando - subito dopo la consegna del nuovo Piano da parte dei progettisti incaricati (marzo 1999) - l´Amm./ne Com./le di Capo d´Orlando decise di rendere pubblici, e quindi liberamente visionabili, i relativi elaborati allestendo una esposizione nei locali della Pinacoteca comunale (ricordiamo che in effetti si tratta di una revisione del piano esistente). Allora si sperava che iniziasse subito la fase “calda” e decisiva che doveva portare - in breve tempo - all’approvazione dell´importante strumento urbanistico dopo un ritardo più che quinquennale.
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...occorre avere la consapevolezza che se non c´è un´intera o quanto meno ampia e strutturata collettività di cittadini, che persegue convintamente un disegno ben preciso della città e del territorio, che rifletta quindi valori condivisi unitariamente ... a nulla serviranno le previsioni e le norme di un piano...
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Il Gruppo Territoriale degli Architetti del Comprensorio di Capo d´Orlando, inoltrò allora formale richiesta al Sindaco pro-tempore della città, per avere a disposizione una copia dei più importanti elaborati di piano (richiesta esitata positivamente), al fine di prenderne visione ed offrire alla comunità un contributo di conoscenze, di idee e di valutazioni, su un tema che investe da vicino la propria specifica sfera professionale. Per una serie imprevista di difficoltà organizzative non siamo potuti intervenire sulle varie problematiche come era nelle nostre intenzioni, ma certamente non abbiamo mai pensato di sottrarci ad un appuntamento così importante per le sorti future della città e di tutto il territorio che, sappiamo tutti i guasti prodotti dall´abusivismo, ma è soprattutto in crisi per la mancanza di una regolamentazione urbanistica chiara e rigorosa, e nel contempo approfondita e sufficientemente aperta da essere capace di controllare e guidare le spinte che provengono dai vari settori dell´economia e dell´organizzazione sociale. Ben venga quindi un nuovo Piano Regolatore, se questa è la direzione di marcia.
Tuttavia occorre avere la consapevolezza che se non c´è un´intera o quanto meno ampia e strutturata collettività di cittadini, che persegue convintamente un disegno ben preciso della città e del territorio, che rifletta quindi valori condivisi unitariamente - osservati anche nell´operare minuto dei singoli attori - a nulla serviranno le previsioni e le norme di un piano per quanto ben fatto possa essere da un punto di vista tecnico e teorico.
Detto questo, annotiamo che più passa il tempo e più si accumulano i dubbi e le perplessità sul reale valore che il mondo politico orlandino - che della comunità ha funzione di indirizzo e governo - è disposto a riconoscere a questo rinnovato strumento urbanistico: si sa che il Consiglio ha deliberato decine e decine di emendamenti (e già la cifra induce una certa meraviglia!), si sa che sono intervenuti dei problemi con i nuovi vincoli idrogeologici, ma da più di due anni il Piano è fermo mentre continua l’attività di trasformazione sul territorio. Che resterà alla fine, di tutte le previsioni del Piano, delle aree di localizzazione delle nuove infrastrutture viarie e dei servizi?
Si ebbe tanta sollecitudine nel pubblicare la proposta del Piano ancor prima che andasse in Consiglio (contrariamente ad ogni obbligo di legge e, secondo molti, anche ad ogni comune buon senso!): ricordiamo tutti che l'iniziativa fu presentata come un "fiore" di democrazia e trasparenza, un omaggio riverente ai semplici cittadini cui si riconosceva il diritto di essere informati alla stessa stregua di chi praticava le "stanze segrete del potere"! Non è pur strano che questa stessa sollecitudine sia totalmente scomparsa per quanto riguarda la “pubblicizzazione degli emendamenti" deliberati dal Consiglio Comunale? E sì che queste "modifiche", avendo i caratteri di una certa potenziale "definitività", sono sicuramente di ancor maggiore interesse per il cittadino! Salvo ad intendersi sulla parola interesse!
La buona e sana logica porta oggi il semplice ed onesto cittadino a dubitare che quella preoccupazione di partecipazione democratica e di trasparenza fosse autentica, perchè - se tale effettivamente era quell'esigenza - conseguentemente ed a maggior ragione doveva essere ricercato un analogo coinvolgimento degli stessi cittadini nella fase di deliberazione degli emendamenti. Abbiamo visto invece che così non è stato: nessuna occasione è stata creata, non solo di potere previamente discutere, ma neanche di pubblicizzare adeguatamente - come in precedenza è stato fatto con gli elaborati del Piano - le proposte degli emendamenti: nè prima nè dopo che questi sono stati decisi.
Nel prosieguo, daremo sicuramente ampio spazio a questi argomenti, ed intanto cogliamo la grande opportunità di comunicazione, di partecipazione e di maturazione culturale collettiva che ci viene offerta da queste pagine, cominciando a fornire materiali per conoscere, approfondire e discutere la proposta di Piano. I cittadini e le varie associazioni che operano sul territorio, sono invitati senz’altro a contattarci - qualora lo ritengano utile - per esporci le loro opinioni, osservazioni, dubbi, indicazioni o quant´altro considerato importante e purchè di carattere ed interesse generale; o magari soltanto per chiedere e possibilmente ricevere delle informazioni.
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